L'Invasione dei Talebani in Afghanistan: Intervista al Gen. Antonio Li Gobbi (*), stratega militare

di Giuseppe Vinci ---


(*) Il Generale Antonio Li Gobbi è nato nel 1954 a Milano da una famiglia di tradizioni militari, è entrato nel 1969 alla "Nunziatella" di Napoli. Ufficiale del genio guastatori, ha partecipato a missioni ONU in Siria e Israele e NATO in Bosnia, Kosovo e Afghanistan,dove è stato sottocapo di Stato Maggiore Operativo di ISAF a Kabul. E' stato Capo Reparto Operazioni del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e, in ambito NATO, Capo J3 (operazioni interforze) del Centro Operativo di SHAPE e Direttore delle Operazioni presso lo Stato Maggiore Internazionale della NATO a Bruxelles. Nell’ambito della propria arma di appartenenza, è stato per 4 anni Comandante del Genio ed Ispettore dell’Arma del Genio dell’Esercito. Nel corso della sua carriera, oltre alla frequenza dei corsi formativi militari nazionali, ha frequentato il Royal Military College of Science britannico, il Senior Psychological Operations Course statunitense e si è laureato con lode in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Trieste. Lasciato il servizio attivo si occupa di questioni attinenti alla politica estera e di sicurezza, collaborando alle riviste on-line specializzate “Analisi Difesa” e “Difesa Online”

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PREMESSA: Riconosco al Generale Antonio Li Gobbi la padronanza e la lungimiranza sulla politica estera statunitense con l’amministrazione Biden. In tempi non sospetti, nel corso di una intervista in esclusiva per la Compagnia dei Semplici aveva affermato che “Dopo i rapporti turbolenti dell’Europa con gli USA dell’amministrazione Trump, molti si attendevano che il nuovo inquilino alla Casa Bianca sarebbe stato sia di stabilizzazione internazionale, sia di contenimento delle attuali situazioni di crisi geo-politica mondiale. Era sicuramente illusorio pensare a un cambiamento radicale degli obiettivi geo-politici statunitensi solo per via del cambio della guardia alla Casa Bianca. Sicuramente ci si poteva aspettare cambi di stile e di modalità di confronto con il resto dei paesi del mondo (alleati o competitors che siano, anche se e due categorie hanno vaste aree di sovrapposizione), ma non che gli USA modificassero i propri obiettivi geopolitici. In questi primi mesi della nuova amministrazione, infatti, i rapporti geo-politici tra USA, Cina e Russia, sono divenuti sicuramente ancora più tesi di quanto non fossero nel quadriennio di Trump. Le relazioni tra USA e Cina sembrano aver raggiunto il punto più basso, da quando il presidente Richard Nixon, cinquant’anni fa, riconobbe la Cina Popolare; mentre le relazioni con la Russia sono al loro punto peggiore, da quando Reagan e Gorbaciov, oltre trent’anni fa, ebbe inizio lo sfaldamento del blocco sovietico”. Queste sue affermazioni premonitrici sono anche il risultato di quello che sta accadendo oggi con i Talebani che con la forza delle armi hanno assunto il controllo del Territorio Afghano.


INTERVISTA LI GOBBI 2021
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