8^. Intervista al Prof. Gerardo Martinelli (*) sulle terapie intensive del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

April 9, 2020

(*) Il Professore Gerardo Martinelli è stato Direttore di Anestesia e Rianimazione dell'Università di Bologna, Direttore dell'omonima Scuola di Specializzazione, già Presidente della Società Scientifica degli Anestesisti, impegnato nell'area delle Donazioni dei Trapianti d'Organo e Responsabile del Centro di Rianimazione Generale del Policlinico S.Orsola-Malpighi fino al 2010. Riconosciuto da tutti come “Il Re della Rianimazione”.

 

D. Prof., può dare una breve definizione di un Centro di Rianimazione.

R. è un Reparto particolare nel quale vengono accolti Pazienti acuti e gravi con una o più funzioni vitali deficitarie conseguenti a molteplici patologie, Pazienti che vengono curati da personale medico ed infermieristico specializzato, con l'ausilio di strumentazioni particolari e sofisticate per il sostegno delle funzioni vitali.

 

D. Prof., può spiegare brevemente ai nostri soci la diversa tipologia di Pazienti e qual'è la differenza tra Rianimazione e Terapia Intensiva?

R. la definizione di rianimando si riferisce a Pazienti traumatizzati gravi (cranici, toracici, polifratturati), a Pazienti con insufficienza respiratoria cronica riacutizzata, a Pazienti in stato di shock (con gravi ed acute emorragie, a genesi cardiogena o da altre cause); insomma Pazienti acuti e gravi che non possono essere trattati nei normali Reparti di degenza. Negli ultimi anni il temine "Centro di Rianimazione" è stato sostituito dalla dizione di "Terapia Intensiva", perchè sono stati istituiti ambienti super specialistici, come le Unità di Terapia Cardiologica (UTIC), quella Pneumologica, la Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica, le Terapia Intensive Post-operatorie, come quella dedicata alla Chirurgia dei Trapianti d'Organo, oltre alla "Terapia Intensiva Generale" (ex Rianimazione).

 

D. Professore, ciò che ha appena descritto sulle Terapie Intensive del Policlinico S.Orsola-Malpighi è ancora attuale?

R. Lo tsunami del contagio da Corona virus ha sovvertito quanto era in essere: ai 15 letti di Terapia Intensiva Generale (ex Rianimazione), si sono aggiunti i letti della Terapia Intensiva Cardiochirurgica, dei Trapianti, dell'UTIC, letti intensivi che sono stati convertiti in letti prevalentemente dedicati alla cura dell'insufficienza respiratoria acuta determinata dal virus attraverso la grave interstiziopatia documentata con la Tac.

La dotazione di partenza era di 56 letti di Terapia Intensiva; dopo, questi letti, sono stati raddoppiati, riaprendo il Padiglione 25, già sede della Chirurgia Generale della Cardiologia e della Cardiochirurgia.

Riaprire gli ambienti di tale Padiglione, ripristinarli, dotarli di adeguate strumentazioni come respiratori automatici, apparecchi di monitoraggio, letti speciali e quant'altro, è stata un'impresa impegnativa, complessa e delicata, realizzata in pochi giorni per fare fronte alla necessità di ricovero di una moltitudine di Pazienti con grave insufficienza respiratoria.

 

 

 

 

 

 

D. Quindi è stato un sovvertimento totale dell'organizzazione della precedente area critica del S.Orsola?

R. Si, perchè si è realizzata un'unica area critica con letti intensivi raddoppiati per un totale di 100 letti, tutti dedicati a combattere l'insufficienza respiratoria di Pazienti accolti oltre che da Bologna e dalla nostra Regione, anche da fuori Regione.

Per decongestionare l'Area Intensiva e accogliere altri Pazienti, si è provveduto anche all'apertura di letti di sub-intensiva.

Un'analoga e rapida trasformazione, si è realizzata anche negli altri Ospedali della città, sicché la domanda di ricovero su letti intensivi è stata sempre soddisfatta.

 

D. In ultimo, un pensiero e una considerazione sull'opera dei suoi Colleghi Rianimatori.

R. Tutti, proprio tutti, insieme al personale infermieristico e ausiliario sono stati meravigliosi. Anche se abituati a lavorare sempre in trincea, i miei Colleghi ne sono usciti e, insieme a tutto il personale sanitario del S. Orsola, hanno affrontato lo tsunami, senza farsi prendere dal panico, ma con coraggio, abnegazione, altruismo e forte professionalità. Dei 120 Rianimatori del S. Orsola, quasi tutti miei allievi, sono semplicemente orgoglioso e fiero. A loro e al personale vanno il mio pensiero, la mia gratitudine, la mia ammirazione e la mia vicinanza. Infine, non potendoli riabbracciare tutti personalmente, rivolgo il mio abbraccio virtuale al Direttore Generale del Policlinico Sant’Orsola Dott.ssa Chiara Gibertoni che ha saputo assumere le decisioni giuste al momento giusto.

 

Grazie Prof. Martinelli. Grazie a lei e agli Amici della Compagnia dei Semplici. Ne approfitto per ringraziare in modo particolare l’Amico Prof. Guido Frascaroli che era appena andato in pensione ed è dovuto rientrare in servizio dietro mio “ricatto”, perché se non l’avesse fatto lui sarei rientrato io in servizio. Ovviamente non se l’è fatto ripetere due volte.

L’intervista sarà pubblicata sul sito web della Compagnia dei Semplici:  www.compagniadeisemplici.org

 

 

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