5^. Intervista al Prof. Francesco Saverio Violante (*) sulla certificazione delle mascherine sanitar


(*) Il Prof. Francesco Saverio Violante, ordinario Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Settore scientifico disciplinare MED/44 MEDICINA DEL LAVORO, è uno dei più citati ricercatori italiani nel campo della sicurezza sul lavoro. È direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro e componente del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità-CUG dell’Ateneo e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna. Fa parte del Comitato Nazionale Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro istituito presso il Ministero della Salute ed è stato membro di commissioni di esperti a livello regionale, nazionale ed internazionale. Il Prof. Violante è Presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Medicina del Lavoro italiani, Past-President della Società Italiana di Medicina del Lavoro, membro del consiglio direttivo della International Commission fr Occupational Health (l’associazione internazionale dei medici del lavoro) membro della Bertrand Russell Society e membro della British Wittgenstein Society. Inoltre, il Prof. Violante è noto per la sua attività di ricerca nelle diverse aree della salute occupazionale, aderendo al principio della medicina basata sull'evidenza, producendo numerose pubblicazioni scientifiche. Altre notizie le potete trovare cliccando sul seguente link: https://www.unibo.it/sitoweb/francesco.violante/cv.


D. Professore è vero che i laboratori in Italia, preposti a certificare la conformità delle nuove mascherine facciali, così come previsto dal decreto Cura Italia, sono solo tre?

R. Esattamente. A mia conoscenza si tratta dell’Ateneo di Bologna, del Tecnopolo biomedicale di Mirandola e del Politecnico di Torino. Il laboratorio dell’Università di Bologna è stato il primo in assoluto a essere incaricato in questa missione delicatissima ed è anche il primo a non aver ricevuto un euro dalle Istituzioni nazionali e regionali, per l’acquisto dei materiali destinati alle prove tecniche di laboratorio. Pertanto, le piccole aziende disponibili a convertire la loro produzione, quando apprendono che devono sostenere anche i costi iniziali di acquisto del materiale, spesso rinunciano.


D. Professore, com’è noto, Lei dirige il laboratorio dell’Università di Bologna, il primo e il più prestigioso fra quelli autorizzati dal governo a rilasciare le certificazioni per l’utilizzo di “dispositivi di protezione individuale”, nel caso specifico, di mascherine chirurgiche. Perché è necessaria questa certificazione?

R. Vede, è vero che c’è un’emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, ma le mascherine chirurgiche sono una cosa seria, e non si possono ordinare alla sarta o all’artigiano pieno di buona volontà, come se fossero un qualsiasi capo di abbigliamento. Chi utilizza mascherine non testate (tra l’altro) per le loro proprietà di filtrazione batterica, non ha alcuna protezione dal Coronavirus: farsi le mascherine da sé non è proprio una buona idea. Ecco perché le mascherine chirurgiche devono rispettare determinati parametri di sicurezza, sia per i contagiati, sia per gli operatori sanitari a contatto con i contagiati.



D. Professore, in cosa consiste esattamente la valutazione di conformità delle mascherine chirurgiche agli standard EN 14683 e ISO 10993?

R. Nel pieno dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus SARS-CoV-2, l’Italia si è trovata di fronte ad una drammatica carenza di mascherine chirurgiche, destinate a proteggere il personale sanitario e anche per evitare che questo diventi a sua volta fonte di diffusione del virus. Ebbene, per sopperire alla carenza di mascherine, il governo ha “rilassato” le norme di protezione per gli operatori della sanità, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, consentendo, solo per un periodo determinato, di fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari, previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.


D. Per chi ci legge, quali sono le procedure per ottenere il parere dell’Istituto Superiore di Sanità, previsto dalla circolare del Ministero della salute DGDMF/15540/P/13/03/2020?

R. Per ottenere il parere dell’ISS, occorre eseguire le seguenti indicazioni: - la richiesta di parere dell’Istituto Superiore di Sanità deve essere inoltrata attraverso la protezione civile; - la mascherina deve essere testata e risultare conforme allo standard EN 14683, Tipo II o IIR e allo standard ISO 10993; - la mascherina deve essere prodotta da un’azienda che ha un sistema qualità. Per poter quindi usare mascherine chirurgiche non marcate CE è necessario che le stesse siano risultate conformi agli standard prima citati.

Grazie Prof. Violante. Grazie a lei e agli Amici della Compagnia dei Semplici.

L’intervista sarà pubblicata sul sito web della Compagnia dei Semplici www.compagniadeisemplici.org;

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