3^. Intervista al Prof. Giorgio Cantelli Forti (*): su Vaccine Hesitancy ed emergenza sanitaria COVID-19

March 27, 2020

D. Professore, nei Paesi socialmente avanzati (ECDC, 2015) è sempre più diffuso il timore dei vaccini?

R. Il fenomeno indicato come vaccine hesitancy interessa gruppi eterogenei di cittadini che esprimono in modo diverso la loro indecisione/paura nei confronti dei vaccini: alcuni accettano i vaccini ma sono complessivamente preoccupati dal loro utilizzo, altri tendono a differirne i tempi di esecuzione o rifiutarne solo alcuni, altri ancora li rifiutano in blocco. Sebbene i vaccini odierni si caratterizzino per un elevato contenuto tecnologico, tale da garantirne la sicurezza e l’efficacia, si assiste oggi ad un paradosso culturale di preoccupazione e di perplessità nella popolazione per possibili effetti avversi.

D. Secondo la Sua esperienza, quale è la motivazione di fondo?

R. Innanzitutto i destinatari, a differenza di ogni altro atto medico, la vaccinazione viene effettuata su soggetti sani, rendendo meno marcati i confini nei rapporti tra diritti e tra principi bioetici (quali, a esempio quelli di beneficialità/non maleficienza, rischio/beneficio, responsabilità individuale/solidarietà collettiva, obbligo normativo/autonomia personale, corretta informazione/consapevole consenso, diritto alla salute/ulteriori diritti). Quando i destinatari sono i soggetti vulnerabili come i minori o gli incapaci di esprimere un consapevole consenso, la complessità dei rapporti tra diritti/doveri si amplifica in maniera esponenziale. Su questo humus si è innestato, come negativo elemento, la sovrabbondanza di informazioni disponibili in internet, non tutte verificabili per provenienza e veridicità. Detti fattori hanno determinato un effetto “globale” di sospetto e sfiducia nei confronti della pratica vaccinale obbligatoria, specie per quelle malattie apparentemente così remote nel tempo e nello spazio, inducendo un allarmante calo dell’adesione alle vaccinazioni, che sta giungendo ben al di sotto dei valori percentuali ritenuti protettivi per la popolazione.

D. Professore, però nell’attuale emergenza tutti chiedono un vaccino e i no-vax tacciono, allora?

R. Nelle fasi epidemiche di nuove malattie infettive, ovvero in caso di crisi sanitarie di rilevanza globale come attualmente sta avvenendo con il COVID-19, la problematica ha una diversa angolazione considerando che il bisogno di sicurezza sociale e di salute, come richiesto dalle Istituzioni e dalle Autorità Sanitarie e preteso dalla stessa popolazione in modo emotivo e compulsivo, si concretizza nella ricerca di nuovi strumenti di prevenzione di cui disporre in tempi rapidi. Per questo è importante dire forza che bisogna essere più accorti e dare più fiducia preventiva alla scienza  investendo nella ricerca, in altri termini avere più educazione sociale e non farsi condizionare dalle fake news. In questi giorni ne siamo travolti con enormi danni comportamentali, così come già è avvenuto con l’epidemia di Ebola nel continente africano e dalla recente crisi sanitaria del Sud America, dovuta alla emergenza delle malattie correlate al virus Zika.

D. Per finire, Cosa si sente di dire ai Soci/e della Compagnia dei Semplici?

R. Nonostante gli importanti risultati raggiunti per la loro prevenzione, le malattie infettive costituiscono una delle principali cause di malattia, disabilità e morte, rappresentando ancora un problema di salute pubblica e individuale nei diversi Paesi. La vaccinazione è stata definita una delle più grandi scoperte mediche mai fatte dall’uomo, che in modo fondamentale ha incrementato la speranza di vita delle popolazioni umane, la cui importanza è paragonabile, per impatto sulla salute, alla possibilità di fornire acqua potabile alla popolazione. La vaccinazione rappresenta quindi l’intervento più efficace e sicuro a disposizione della Sanità Pubblica, per la prevenzione primaria delle malattie infettive, comportando benefici diretti, ai soggetti vaccinati, e indiretti, attraverso la protezione dei soggetti non vaccinati (herd immunity) e il controllo di esiti patologici in una popolazione target.

D. Ancora una domanda. Le vaccinazioni sono un approccio preventivo integrato solo nelle età pediatriche o estese anche a tutte l’età della vita?

R. Preciso che nel caso del minore, la richiesta di autonoma responsabilità genitoriale non può esimere gli stessi genitori dal rispetto del “potere-dovere” di provvedere alla salute del figlio, secondo il principio di beneficialità. Se il mantenimento di elevate coperture nei bambini è garanzia del controllo delle malattie infettive in età infantile, le istituzioni sanitarie devono confrontarsi con nuove sfide della salute pubblica, oggi sempre più pregnanti, derivanti dall’incremento della speranza di vita: • la più lunga sopravvivenza di pazienti con malattie croniche; • il fenomeno dell'immunosenescenza; • l’invecchiamento attivo e in salute.

Grazie Professore.

Grazie a Voi e un saluto a tutti i Soci/e della Compagnia dei Semplici.  

 

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(*) Il Prof. Giorgio Cantelli Forti è Professore Emerito dell’Alma Mater, Università di Bologna, già Professore Ordinario di Farmacologia e Farmacoterapia (1986-2014)., Preside della Facoltà di Farmacia (1994-2005), Presidente del Polo Universitario di Rimini (2007-2012). Ha ricoperto numerosi ruoli in Società scientifiche e in Enti tra cui: Presidente della Società Italiana di Farmacologia-SIF (2013-2019), Presidente del Consiglio Direttivo del Collegio Nazionale dei Farmacologi Universitari (2010-2013), Componente della Commissione di Garanzia Bando PRIN 2009, MIUR, 2010. Presidente della Società Italiana di Tossicologia-SITOX (2000-2009). Dal 2000 al 2004 è stato membro effettivo del Scientific Committee on Toxicity, Ecotoxicity and Environment presso l'Unione Europea; dal 2001 al 2007 è stato membro effettivo della Commissione FIRB (Fondo per gli investimenti della ricerca di base) del MIUR; componente del Consiglio tecnico-scientifico degli esperti per la politica agricola e agroalimentare (2001-2004), Ministero delle Politiche Agricole e Forestali; dal 2002 al 2003 è stato componente del Gruppo di Lavoro per la revisione delle "Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana", Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN); dal 2003 a 2005 membro esperto del Gruppo di lavoro, istituito in seno alla Sezione III del Consiglio Superiore di Sanità, Ministero della Salute; nel 2005, componente di Panel del CIVR (MIUR) per l'esercizio di Valutazione Triennale della Ricerca (VTR 2001-2003); nel 2005, presso il Ministero dell'Ambiente, componente della Commissione istituita dal comma 11 dell'art. 1 della Legge 15 Dicembre 2004, n. 308, recante “Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione”, G.U. 27 dicembre 2004; dal 2005 al 2009 membro del Nucleo di Valutazione di Ateneo di Genova. Dal 2005 al 2008 è stato membro-Rappresentante del Governo nel Consiglio di Amministrazione dell' Università di Bologna. Ha partecipato ai lavori di numerose commissioni scientifiche a livello nazionale e internazionale. Ha svolto una lunga attività di formazione-ricerca presso The University of Texas Medical Branch (UTMB) Department of Preventive Medicine and Community Health, Division of Environmental Toxicology, Galveston, Texas (USA), prima come Senior Research Associate (1975-1978) e poi come Adjunct Professor (1989-2015). Dal 2001 è iscritto all'albo dei Tossicologi nazionali ed europei. Ha svolto attività didattica presso Scuole di Specializzazione dell'Università degli Studi di Bologna: Medicina del Lavoro, Anatomia Patologica, Medicina dello Sport, Oncologia, Odontoiatria, Igiene e Medicina Preventiva attivate presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, e Fitopatologia attivata presso la Facoltà di Agraria.  Ha fondato ed è stato Direttore della Scuola di Specializzazione in Tossicologia attivata presso la Facoltà di Farmacia (1987-2003) e ha istituito come Coordinatore (1999-2010) il Dottorato di Ricerca in “Farmacologia e Tossicologia” dell’Università degli Studi di Bologna. Nel campo della ricerca è autore di più di 300 pubblicazioni in extenso su riviste internazionali a fattore d’impatto nel campo della Farmacologia e della Tossicologia. I contributi scientifici più innovativi riguardano i settori: a) Tossicologia Biochimica, b) Tossicologia Cellulare e Genetica, c) Tossicologia degli alimenti e chemoprevenzione; d) Farmacogenetica. Il prof. Cantelli Forti ha ricevuto numerosi premi e onorificenze per meriti scientifici, tra cui nel 2002 il Premio Invernizzi per le “Scienze Naturali e dell’Alimentazione” e nel 2011 la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Italiana per “il rigore professionale, l’impegno e la dedizione costantemente dimostrate nei campi dell’istruzione, della formazione e della ricerca”.

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